Con aria e acqua si fa la benzina

marzo 4, 2008 at 11:54 am Lascia un commento

È l’energia racchiusa nell’uovo di Colombo. Si comincia prelevando l’anidride carbonica dall’aria. Poi si prende dell’acqua, e si separa l’idrogeno dall’ossigeno. A quel punto, unendo gli atomi di idrogeno con quelli di carbonio, si ottengono – come dice la parola stessa – degli idrocarburi. Non fossili, ma nuovi di zecca.
Jeffrey Martin e William Kubic, due scienziati del Los Alamos National Laboratory – il centro di ricerca dove fu concepita la prima bomba atomica – non sono i primi a sognare di poter alimentare le automobili del futuro con aria e acqua. Ma la novità è che, durante un convegno in Florida, hanno annunciato di aver perfezionato l’idea con poche, strategiche innovazioni. E assicurano che quel sogno è alla portata del genere umano. <<La tecnologia per produrre carburanti da quelle abbondanti materie prime è, nei fatti, già disponibile>>, scrivono Martin e Kubic.
Ora, prima che alla portata del genere umano, sarà più facilmente alla portata degli americani. <<Il nostro progetto – si legge in un comunicato di Los Alamos – favorisce la sicurezza energetica americana, perché riduce la dipendenza dalle importazioni di petrolio>>. È utile ricordare che la missione del laboratorio del Manhattan Project – tutt’oggi responsabile della sicurezza del deterrente nucleare americano – è la <<sicurezza nazionale>>. Il comunicato non dice se la procedura inventata da Martin e Kubic sia stata brevettata o meno. Ma il fatto curioso è che il suo nome è stato registrato come un vero e proprio marchio di fabbrica. E, per di più, con un sapore vagamente patriottico: <<Green Freedom>>.

Inutile dire che questa benzina sintetica, in quanto fabbricata con la CO2 prelevata dall’atmosfera, avrebbe un impatto neutro sull’algebra del riscaldamento climatico. Già oggi è possibile estrarre la CO2 all’aria, portandola a contatto con del carbonato di potassio. Ma la chiave di volta di Green Freedom sta nel passo successivo, quando la CO2 va ulteriormente separata: <<Abbiamo trovato il modo di ridurre del 96% l’energia necessaria a questo passaggio, rendendo l’intero progetto economicamente sostenibile>>.
Secondo i loro calcoli, ci vogliono 5 miliardi di dollari, per costruire un impianto capace di fabbricare 18mila barili al giorno di benzina sintetica, derivata dall’aria e dall’acqua. Senza violare nessuna legge della fisica, Green Freedom promette di essere energeticamente in attivo, nonostante – anche solo per “spaccare” le molecole di acqua – richieda notevoli quantità di energia. Non a caso si fa notare che, se funzionasse in coppia con una centrale nucleare, costi si abbasserebbero ulteriormente.
Considerando gli elevati costi iniziali, Martin e Kubic calcolano che Green Freedom <<sarà economico il giorno in cui la benzina costerà 4,60 dollari al gallone>>. Oggi in America – complice la storica, generosa fiscalità alle pompe di benzina – il carburante costa circa 3 dollari al gallone. Dunque in Europa, dove la benzina costa più del doppio, sarebbe già economico da oggi.

di Stefano Casati

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